Mantenere lo sguardo aperto sul mondo, comprendere la complessità dei nostri tempi e sviluppare una profonda consapevolezza sociale sono elementi fondamentali. È con questo spirito che torna la nostra rubrica “JEURS, che giorno è oggi?”: una bussola nel calendario per ricordarci che dietro ogni data si nascondono storie, sfide globali e diritti da tutelare.
Il mese di ottobre si apre con un fitto programma di ricorrenze nazionali e internazionali che toccano tematiche cruciali. Non si tratta di semplici celebrazioni formali, ma di veri e propri inviti all’azione e alla riflessione critica.
Scopriamole insieme.
3 ottobre – Giornata nazionale in memoria delle vittime dell’immigrazione
Istituita con la Legge n. 45 del 21 marzo 2016, la Giornata ricorda il tragico naufragio avvenuto il 3 ottobre 2013 al largo di Lampedusa, in cui persero la vita 368 persone nel tentativo di raggiungere l’Europa. L’obiettivo è commemorare tutti coloro che hanno perso la vita attraversando mari e confini per sfuggire a guerre, persecuzioni e miseria, promuovendo al tempo stesso iniziative di sensibilizzazione, solidarietà e accoglienza.
L’UNHCR (Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati) è l’agenzia dell’ONU fondata nel 1950 per proteggere e assistere rifugiati, richiedenti asilo, sfollati interni e apolidi in tutto il mondo.
L’OIM (Organizzazione Internazionale per le Migrazioni) è la principale organizzazione intergovernativa che si occupa di mobilità umana. Fondata nel 1951, ha la propria sede centrale in Svizzera e conta 174 Stati membri. È entrata ufficialmente a far parte del sistema delle Nazioni Unite come agenzia collegata nel settembre 2016, e l’Italia figurava tra i suoi Paesi fondatori.
Quest’anno, queste due organizzazioni si sono recate a Lampedusa insieme all’UNICEF. L’evento — nel tredicesimo anniversario della tragedia e nel decennale dell’istituzione della Giornata nazionale — ha evidenziato come la crisi umanitaria nel Mediterraneo non si sia mai conclusa, registrando anzi dinamiche contrastanti. Nel corso del 2026 gli arrivi irregolari via mare in Europa sono scesi a circa 60.000, segnando un calo del 39% rispetto allo stesso periodo del 2025. Tuttavia, a fronte del minor numero di partenze, il tasso di mortalità è cresciuto: almeno 2.292 persone sono morte o risultano disperse lungo le rotte mediterranee, a fronte delle 1.999 dello stesso periodo dell’anno precedente. Si stima così circa una vittima ogni 23 migranti sbarcati. Durante la commemorazione è stato lanciato un appello per rafforzare il multilateralismo, la cooperazione internazionale e un sistema di ricerca e soccorso in mare strutturato e tempestivo. È stata inoltre ribadita la necessità di ampliare i canali d’ingresso regolari e sicuri per contrastare i viaggi gestiti dai trafficanti.
A Lampedusa, dal 30 settembre al 3 ottobre 2026, si è svolta la manifestazione “Voci del Mediterraneo”: quattro giorni di dibattiti, arte, momenti di approfondimento sul tema dell’ascolto e dei diritti umani, oltre a workshop riservati a studenti e insegnanti. Particolarmente commovente è stato il tradizionale lancio di fiori in mare in memoria delle vittime.
L’evento è stato organizzato dal Comitato 3 Ottobre, un’organizzazione senza scopo di lucro presieduta da Tareke Brhane, attivista e mediatore culturale di origine eritrea. Fuggito dal suo Paese a 17 anni per evitare la coscrizione militare obbligatoria a vita, Brhane ha affrontato un viaggio tortuoso attraverso il deserto e il Mediterraneo, subendo violenze e prigionia. Dopo essere stato respinto al primo tentativo, è riuscito ad approdare in Sicilia alla fine del 2005. In Italia ha lavorato a lungo come mediatore culturale e linguistico per importanti organizzazioni come Save the Children e Medici Senza Frontiere. Nel 2014, durante il XIV Summit dei Premi Nobel per la Pace, ha ricevuto la medaglia per l’attivismo sociale in riconoscimento dei suoi sforzi a tutela dei diritti dei migranti.
11 ottobre – Giornata Nazionale per le Vittime degli Incidenti sul Lavoro
Giunta alla sua 76ª edizione, la ricorrenza cade tradizionalmente la seconda domenica di ottobre ed è stata istituita ufficialmente nel 1998 per volere dell’ANMIL (Associazione Nazionale fra Lavoratori Mutilati e Invalidi del Lavoro).
L’evento rappresenta un cruciale momento di memoria, riflessione e impegno per onorare i lavoratori che hanno perso la vita o subito gravi infortuni, ponendo al centro del dibattito pubblico la sicurezza nei luoghi di lavoro.
In occasione della giornata, i dati elaborati dagli osservatori sulla sicurezza ricordano che il fenomeno delle “morti bianche” resta un’emergenza sociale drammatica. Nei primi sette mesi del 2026 (da gennaio a luglio) in Italia si sono già contate 595 vittime sul lavoro (di cui 430 direttamente sul luogo di attività e 165 “in itinere”, ossia durante il tragitto casa-lavoro), con Lombardia, Veneto, Campania e Sicilia tra le regioni più colpite.
13 ottobre – Giornata Internazionale per la Riduzione del Rischio dei Disastri Naturali
Istituita dalle Nazioni Unite nel 1989, la giornata ha l’obiettivo di sensibilizzare governi, organizzazioni e cittadini sull’importanza della prevenzione e della gestione dei rischi legati a eventi estremi. Da un lato vi sono le minacce a cui l’umanità è da sempre esposta, come terremoti ed eruzioni vulcaniche; dall’altro alluvioni, uragani e incendi, fenomeni sempre più frequenti ed accentuati dal cambiamento climatico degli ultimi decenni.
Dati allarmanti sottolineano l’urgenza di promuovere una cultura globale della prevenzione, coinvolgendo attivamente sia le istituzioni sia la popolazione in azioni concrete per mitigare l’impatto dei disastri naturali.
Negli ultimi anni l’attenzione dell’ONU e di organizzazioni come l’UNICEF si è concentrata in modo deciso sugli effetti del riscaldamento globale, che aumenta la frequenza e l’intensità delle calamità, minacciando soprattutto le fasce più vulnerabili della popolazione mondiale, tra cui i bambini.
La ricorrenza serve a ricordare che, sebbene non sia sempre possibile evitare i fenomeni naturali, una corretta pianificazione del territorio — unita a sistemi di allerta precoce e alla consapevolezza dei cittadini — può ridurne drasticamente i danni e salvare milioni di vite.
16 ottobre – Giornata Mondiale dell’Alimentazione
Istituita nel 1979 dalla FAO (Organizzazione delle Nazioni Unite per l’alimentazione e l’agricoltura), questa ricorrenza viene celebrata ogni anno per sensibilizzare l’opinione pubblica sul dramma della fame e della malnutrizione. L’obiettivo è promuovere la sicurezza alimentare, incentivare una produzione agricola sostenibile, contrastare lo spreco del cibo e ribadire l’importanza di un’alimentazione sana e bilanciata per tutti.
17 ottobre – Giornata Internazionale per l’Eliminazione della Povertà
Promossa nel 1987 dal sacerdote cattolico Joseph Wresinski e riconosciuta ufficialmente dalle Nazioni Unite nel 1992, questa giornata nasce per sensibilizzare l’opinione pubblica su una piaga che colpisce ancora centinaia di milioni di persone nel mondo. La data ricorda lo storico raduno del 17 ottobre 1987 al Trocadéro di Parigi, dove oltre 100.000 persone si riunirono su iniziativa del movimento ATD Quarto Mondo per dichiarare la povertà estrema una violazione dei diritti umani.
Il fenomeno riguarda sia i Paesi in via di sviluppo sia il ricco Occidente, dove l’indigenza non si misura unicamente in termini economici. Per i minori, ad esempio, sono fondamentali anche le opportunità di crescita culturale e personale: quando queste mancano, si parla di “povertà educativa”, definita da Save the Children come «la privazione della possibilità di apprendere, sperimentare, sviluppare e far fiorire liberamente capacità, talenti e aspirazioni». In sintesi, la privazione della possibilità di costruire il proprio futuro.
I dati Istat confermano la gravità del problema anche in Italia, dove si contano circa 5,7 milioni di persone in condizioni di povertà assoluta, a cui si aggiungono quanti vivono in povertà relativa, con un impatto particolarmente allarmante sulla popolazione minorile.
Oltre le date: il nostro ruolo di domani
Ricordare queste giornate non significa soltanto ripercorrere eventi storici o prendere atto di dati statistici, ma interrogarci su come possiamo contribuire, nel nostro piccolo, alla costruzione di una società più equa, sicura e sostenibile.
Che si tratti di promuovere la sicurezza sul lavoro, di rispettare l’ambiente o di abbattere le disuguaglianze sociali ed educative, la vera sfida parte dalla consapevolezza quotidiana.
Continuare a informarci è il primo passo per diventare parte attiva del cambiamento.